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Le Fedelissime

lunedì 22 luglio 2013

Books vol. 1 - Educazione Siberiana di Nicolai Lilin.



E' da tempo che desideravo leggere questo libro di cui avevo sentito parlare più o meno ovunque, ma per qualche ragione solo ora mi sono decisa a farlo. Ammetto che mi aspettavo qualcosa di completamente diverso, una sorta di crudo documentario sulla criminalità russa come, a grandi linee, la conosciamo noi, e invece ho trovato tutt' altro. 

Lilin racconta la sua infanzia e la sua adolescenza in Transnistria, all' interno della comunità dei "criminali onesti" esuli dalla Siberia a causa del governo sovietico. 

Nelle parole "criminale onesto" è contenuta la contraddittoria essenza di questo libro: con uno stile elementare, scorrevole, chiaro e immediato -che non è certo ciò che conta in quest' opera- Lilin trasporta il lettore in un sistema di valori che non può non condividere, in un mondo fatto di giustizia, semplicità e onore che già dopo poche pagine sembra scontato dover rispettare, non importa con quali mezzi. Risse, omicidi, armi, carceri, torture e vendetta scandiscono le giornate e la crescita del protagonista, e diventano naturali per il lettore quanto per chi scrive, che attraverso questi atti di barbarie apprende una cultura, una morale, un sistema di valori di altri tempi. E' un sistema rigido e delicato, da accettare e comprendere nelle sue contraddizioni che finiscono per assumere una coerenza perfetta nonostante tutto; così diventa pagina dopo pagina scontato vedere il cristianesimo convivere col paganesimo più antico, la violenza diventare strumento della giustizia, l' umanità crescere e maturare attraverso le esperienze più disumane. 

Il regalo più grande di questo libro è uno sguardo nuovo, la profonda comprensione che bene e male, giusto e sbagliato sono categorie labili e in fondo prive di senso, ed è un regalo che si riceve dal confronto con l' intimità del protagonista così generosamente offerta in ogni pagina di questo capolavoro. Le storie narrate si snodano una dentro l' altra col ritmo tipico della memoria, spesso la tensione è quasi insopportabile e il più grande merito dell' autore è la capacità di trasportare chi legge esattamente dove si trovava lui attraverso una sincerità disarmante che appare quasi irrinunciabile per Lilin, come se anch' essa facesse parte di un codice da rispettare. E' in questo luogo di dolore, felicità e consapevolezza che si scopre senza spazio per il dubbio che ogni uomo è fatto di bene e male, di giusto e sbagliato, e che quello che conta per definirsi sono le scelte che si fanno in base alle proprie possibilità. 

I personaggi di Educazione Siberiana vi rimarranno incollati dentro, sarete catturati dalla magia del rituale che si crea dietro il semplice possesso di un coltello, sognerete di poter leggere anche voi la vita delle persone dai tatuaggi che portano e più di ogni cosa di provare almeno una volta un senso così forte di appartenenza a una cultura che oggi si è dissolta per lasciare spazio alla criminalità come la conosciamo noi. 

Questo libro non è un inno alla violenza, come molti hanno detto e scritto, è un inno all' umanità capace di fiorire anche nelle condizioni più disperate, anche nei luoghi più bui. E' uno dei libri più belli che abbia letto di recente, un libro che al di là dei congiuntivi talvolta dimenticati lascia davvero qualcosa, di quelli che smuovono qualcosa dentro. Leggetelo.

8 commenti:

Drama Makeup ha detto...

Ecco, mi ci voleva questo tuo post per decidermi a leggerlo finalmente.

LaDama Bianca ha detto...

Da quando mi è stato regalato il Kindle ho un po' perso la magia di girare per librerie per cui questo me lo sono perso. Però almeno risparmio molto...e questo mi consola.

Robiwan ha detto...

questo è in lista d'attesa *_*

horryailblog ha detto...

Anche per me è stato uno dei libri più belli letti l'anno scorso. Ho sorriso, ho pianto... per ovvi motivi la cosa che più mi è rimasta dentro è l'atteggiamento che la comunità ha nei confronti dei disabili. Il film? La sceneggiatura ovviamente è ben diversa dal libro originale ma... vale la pena anche solo per John Malkovich, perfetto nel suo ruolo. Ti abbraccio forte Mucchietto.

Lanterna ha detto...

"Dobbiamo rispettare tutte le creature viventi, tranne le mosche, le zanzare e gli stronzi"
(questa sono io coi miei figli, grazie Nonno Kuzja!)

Siboney2046 ha detto...

Io devo dissentire. Ho letto il libro qualche mese fa, dopo aver già visto il film, peraltro. Mi aspettavo qualcosa di molto meglio. Lo trovo un ibrido mal riuscito tra un trattato di antropologia ed un romanzo. Non ho apprezzato la commistione dello stile didascalico e un po' troppo pedante di alcuni tratti; mi è piaciuta molto di più la parte narrativa pura di altre parti. Nel complesso l'ho trovato un po' misero, nonostante sia interessante la filosofia dei 'criminali onesti' con tutte le sue conseguenze. Penso che avrebbe potuto essere scritto molto ma molto meglio.

Elenation ha detto...

io ho visto il film e lo so che non è mai la stessa cosa, però se vedo il film poi io, sapendo già la storia, non riesco a leggere il libro.. eheh.. però devo dire che il film, seppur non sia il mio genere preferito, mi è piaciuto tanto!!! molto curdo, e non si risparmia mai, però si ci ho trovato anche molta umanità come dicevi appunto te!! mi immagino che il libro sicuramente sia molto più intenso e bello (per lo meno di solito è così)!! :)

claudiaserpe ha detto...

lo devo aggiungere alla mia biblioteca, ero indecisa ma mi hai convinto! sto leggendo 2666 di bolano, ma sono ancora all'inizio mi ci vorrà un pò sono 1000 pagine. XD

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